Saint Pierre, Valle d’Aosta, ottobre 2018 “Storie a colori”

In occasione del Festival internazionale “The Big Draw 2018” promosso in Italia da Carta Fabriano, l‘atelier di arteterapia e attività espressive “di Colore in Segno, della collega Claudia Matta, ha proposto un evento aperto a tutti intitolato “Storie a Colori” in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Saint Pierre in Valle d’Aosta. L’evento si è articolato in un laboratorio espressivo pensato per ri-avvicinare ai materiali artistici anche gli adulti, con modalità proprie dell’arteterapia, applicate ad un contesto ludico e socializzante. 

L’attività ha visto la partecipazione di molte famiglie con bambini di età scolare e pre-scolare e le ha coinvolte in un grande lavoro collettivo, su dieci metri di carta. Adulti e bambini hanno potuto rievocare una lettura amata e i suoi personaggi, guidati in un percorso di sperimentazione dei materiali artistici molto varia, dalla pittura, ai gessetti, fino al collage. E’ nato così un grande racconto collettivo, nel qualche accanto alle storie narrate hanno trovato spazio, racconti personali, tanto inaspettati quando ben accolti.

L’evento è stato salutato molto positivamente dai partecipanti, con l’augurio di poter essere riproposto nella prossima edizione del festival.

A seguire alcuni momenti dell’esperienza:

Cos’è il Big Draw?*

“Nato nell’ottobre del 2000 nel Regno Unito, The Big Draw Festival è un ente di beneficenza che in 18 anni è riuscito a far disegnare oltre quattro milioni di persone.
Detiene ben due record mondiali: per il disegno più lungo del mondo (un chilometro) e per il maggior numero di persone che disegnano simultaneamente (oltre 7.000).
Il primo Big Draw Festival ha visto la partecipazione di 180 organizzazioni che hanno realizzato un’attività. Da allora il numero è salito a oltre 1.000, con più di 400.000 persone coinvolte. Quello che è iniziato nell’ottobre del 2000 come un giorno per celebrare il disegno, ora è un festival annuale della durata di un mese che si è diffuso in tutto il mondo.”

* tratto da https://fabriano.com/bigdraw/

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Milano, ottobre 2018

I COLORI DELL’ARTETERAPIA: “BLU”

ARTE COME TERAPIA: un Metodo e un Gruppo
Giornata di incontro e di studio con workshop conclusivo
Domenica 14 ottobre 2018

Proseguono le giornate di incontro, studio e workshop, con la collaborazione della Scuola di Formazione in Arteterapia Clinica di Lyceum,  promosse e organizzate dal Gruppo di Ricerca “Arte come Terapia” che si propone, attraverso lo studio, la ricerca e l’approfondimento sul metodo, di condividere e divulgare l’esperienza professionale e i risultati delle ricerche sul campo.

Il convegno sul colore Blu, tenutosi domenica 14 Ottobre, ha registrato un grande interesse ed una notevole affluenza ed è stato occasione di incontro e di momenti di dialogo e confronto tra i partecipanti.

Nel corso della giornata, articolata tra suggestioni creative, relazioni sul tema del colore Blu, presentazioni di casi clinici inerenti alla tematica, tavola rotonda e workshop di Danz’art, si sono condivise  linee di intervento e presentati nuovi progetti con l’obiettivo di proseguire nello studio e nella ricerca.

l filo colorato che ci unisce, quest’anno si è appunto tinto di Blu, invitandoci alla profondità e alla riflessione.
Il colore Blu è stato esplorato attraverso una serie di interventi, in un crescendo di emozioni: riflessioni legate alla storia, alla filosofia, alla storia dell’arte, alla psicoanalisi e ai percorsi di arteterapia e danzaterapia in ambiti clinici differenti.
E’ stato un momento in cui le arti e le terapie espressive si sono intensamente intrecciate attraverso immagini, danza, poesia, recitazione e musica.

Era inoltre possibile visitare una mostra che esponeva lavori di pazienti, artisti ed arteterapeuti di cui si coglieva tutta la profondità del viaggio interiore che si compie in arteterapia.
In chiusura, il laboratorio di Danz’art dove il linguaggio corporeo ha preso vita tra suoni, gesti e segni.

Grazie per la vostra viva partecipazione e grazie a chi generosamente ha collaborato con noi!

Arrivederci al prossimo colore!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Alcuni momenti della giornata:

        

       

     

Brescia, Concesio, 4 ottobre 2018 “In Arteterapia”

Il 4 ottobre 2018 presso la biblioteca di Concesio (Bs) alle ore 17,00 verrà inaugurata la mostra “IN ARTETERAPIA”.

Tale evento è frutto di un percorso di arteterapia di due anni. “In arteterapia”, infatti, nasce nel 2016 da un progetto dell’ASST Spedali Civili di Brescia in collaborazione con il Comune di Concesio, a cura della collega Fioletti Barbara , pensato per gli utenti del Centro Psicosociale di Concesio – Gardone Val Trompia.

Edith Kramer sosteneva che “la terapia d’arte ha proprio nell’arte il suo principale fattore terapeutico…le sue virtù curative dipendono da quei procedimenti psicologici che si attivano nel lavoro creativo”. Questo progetto vuole quindi utilizzare la spinta creativa per favorire il movimento verso l’esterno. Il percorso si è svolto infatti nelle adiacenze della biblioteca comunale, dando modo ai partecipanti di poter utilizzare anche i numerosi servizi offerti. In quest’ottica,  l’obiettivo è quello di continuare a promuovere quel movimento tanto auspicato da Basagliaentrare fuori, uscire dentro”, accompagnando gli utenti nel loro essere cittadini di un territorio attraverso un movimento di Inclusione. Nel progetto “In arteterapia” la “In” vuole appunto sottolineare questo movimento. L’evento che pubblicizziamo ha lo scopo di condividere con la cittadinanza ed i familiari questo progetto.

Qui la Locandina Concesio 4-10-18 (3)

 

Arteterapia: la norma UNI 11592 per i professionisti

Milano, 12 ottobre 2018 Evento Norma UNI 11592

Con immenso piacere diffondiamo l’invito a questo evento organizzato da APIART – Associazione Professionale Italiana Arteterapeuti –  a cui gran parte di noi sono associati.

Il convegno, in cui si parlerà della normativa UNI per l’arteterapia, si terrà presso la Sala Leonardo da Vinci – Sede UNI Via Sannio 2, Milano.

L’arteterapia promuove le risorse creative di individui e gruppi per sviluppare il benessere personale e sociale, facilitando la comunicazione e condivisione.

La norma UNI 11592 definisce la “qualità” del professionista affinché i committenti – soprattutto quelli “collettivi” come scuole, collegi, carceri, consultori, centri diurni e servizi residenziali, strutture sanitarie… – possano affidarsi a operatori realmente in grado di gestire e risolvere le problematiche, costruire la convivenza sociale e modulare l’espressione emozionale di tutte le persone coinvolte.
L’incontro sarà quindi l’occasione per presentare ai committenti come approcciare i progetti arteterapeutici con le garanzie “di norma”.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione online da effettuarsi compilando il modulo all’indirizzo: http://bit.ly/UNI11592 .
Le richieste saranno accolte fino al raggiungimento della capienza della sala.

Per informazioni più dettagliate QUI il link alla pagina dell’evento.

Di seguito le locandine col programma.


Monza, 29 settembre 2018 Convegno AIP

Binario 7 Monza 29 settembre 2018 dalle ore 9.00 alle ore 13,00

Presso la Sala Chaplin il Convegno promosso dalla AIP – Associazione Italiana Parkinsoniani – sezione di Monza e Brianza che ha lo scopo di informare i malati, le famiglie e gli operatori sociosanitari relativamente alle cure mediche e al loro aggiornamento. Accanto alle terapie mediche vengono presentate come integrazione le discipline di sostegno che arrecano ulteriore benessere, tra queste l’Arteterapia.
I percorsi di Arteterapia della sezione AIP di Monza sono coordinati e condotti dalla nostra cara collega Prof.ssa Attilia Cossio.

Qui il link alla pagina.

 

 

 

 

 

Milano, 13 e 14 ottobre: DAL CORPO ALL’ ASTRAZIONE: IL MODELLO EMBODIED NELLA RIABILITAZIONE

Un corso di aggiornamento rivolto ad operatori sociali e sanitari per esplorare il “modello embodied” e comprendere come gli stati corporei influenzino profondamente il pensiero, l’apprendimento, le capacità di astrazione.
L’esperienza artistica e alcune riflessioni sulla storia e sul metodo Arte come Terapia saranno trasversali agli approfondimenti teorici e ai differenti laboratori esperienziali che verranno proposti.
Conducono: Manuela Capettini, arteterapeuta clinica Lyceum, fisioterapista, mediatrice relazione sistemica
Adriana Bortolotti, psicologa, neuropsicologa, psicoterapeuta in formazione

Milano, 14 Ottobre 2018: “i colori dell’arteterapia: BLU”

Il gruppo ARTE COME TERAPIA organizza la seconda giornata di incontro, studio e workshop dedicata ad un colore: IL BLU.

Tale giornata è rivolta soprattutto a chi, per formazione, condivide la linea metodologica che ha avuto origine dalle teorie di Edith Kramer, ma è gradita la partecipazione di chiunque sia interessato all’arteterapia. La giornata si terrà a Milano, presso la sede della Scuola di Formazione di Arteterapia Clinica LYCEUM, e sarà libera e gratuita previa iscrizione mediante compilazione del form online (disponibile dal 1 settembre).

Programma dell’evento

Scheda di adesione alla mostra

LOCANDINA_BLU

Silvia Martinelli: ARTETERAPIA SULLA CORDIGLIERA DELLE ANDE

Silvia Martinelli, arteterapeuta Lyceum, ci scrive dall’Ecuador per proporci un interessante articolo sul suo lavoro con i bambini delle periferie di Ambato, città andina.
La ringraziamo per questa significativa occasione di condivisione che ci permette di comprendere meglio il suo intenso lavoro in questa particolare realtà.
L’arte come terapia è il filo che ci unisce saldamente a questa esperienza pur così lontana.

Arteterapia en la Cordillera de los Andes

 

Un proyecto realizado desde el año 2012 al 2018 en cinco barrios de la periferia sur-oriental de la ciudad de Ambato, a 2500 m.s.n.m. en la Cordillera de los Andes ecuatorianos.

Este proyecto nació con el objetivo de realizar una intervención de apoyo psicológico y de prevención en el campo de la salud mental a beneficio de los escolares de las unidades educativas fiscales presentes en este territorio.

La población interesada es de bajos recursos económicos, la mayor parte de los habitantes son indígenas y campesinos migrantes. Los barrios carecen de servicios básicos y no disponen de espacios adecuados ni intervenciones a favor de los niños y jóvenes.

Es por este motivo que se ha estructurado el Centro Juvenil “Alli Causai” (Buena Vida), con espacios de acogida presentes en cada barrio, los cuales ofrecen diferentes actividades entre ellas: un club de andinismo, varios talleres de pintura y grafitis, escritura creativa, teatro, danza y muchos otros.

Paralelamente a las actividades del Centro Juvenil, en las unidades educativas intervino un equipo multidisciplinario el cual, en colaboración con los docentes, ha realizado la intervención de apoyo psicológico, utilizando diferentes técnicas entre ellas el arteterapia a cargo de Silvia Martinelli.

En la primera fase de la intervención se realizó un estudio diagnóstico para conocer los problemas que afectan la esfera afectiva de los escolares, los resultados de dicho estudio evidencian que la cuarta parte de los niños entrevistados presentan problemas emocionales como: depresión, ansiedad y agresividad, debido a episodios de acoso escolar o problemas familiares.

La intervención de arteterapia se realizó en pequeños grupos, atendiendo un total de 400 niños durante los seis años del proyecto. Al terminar cada proceso se procedió a realizar intervenciones individualizadas para los casos más complejos.

El método aplicado se basa en el arte como terapia, el cual consiste en activar la comunicación en un plano simbólico a través de las imágenes creadas con diferentes técnicas artísticas: principalmente el dibujo y la pintura, el collage, el ensamblaje artístico así como la elaboración de historias para realizar dramatizaciones cortas y otras actividades creativas que favorecieran la re-elaboración de las vivencias.

El setting, se adaptó a los medios y a las situaciones disponibles: un aula en el mejor de los casos, una cocina y a veces hasta en una bodega. Los espacios en los cuales hemos trabajado son los que estaban disponibles considerando que las escuelas en muchas ocasiones carecen de los espacios para este tipo de actividades. Los materiales artísticos, consistían en lápices, colores, marcadores, crayones, temperas y acuarelas, a los materiales se les confiere un gran valor, considerando que son el medio a través del cual se expresan las emociones y los sentimientos.

Tener la posibilidad de expresarse libremente, de sentirse acogido y valorizado es una experiencia inusual para estos niños, los cuales viven experiencias de exclusión, carencia afectiva y en muchos casos de maltrato. Los dibujos realizados en el atelier de arteterapia expresan el dolor, los miedos, las situaciones familiares y sociales que son la causa de su ira y tristeza: son dibujos que ayudan porque expresan vivencias y permiten la re-elaboración de experiencias traumáticas. También son dibujos que “curan” porque representan los deseos y los sentimientos motivadores, para ser más fuertes y poder cambiar algún aspecto de su vida.

El trabajo de estos años, ha permitido analizar muy cercanamente la realidad de los niños, aprendiendo a enfrentar junto a ellos las dificultades, descubriendo sus grandes recursos y sorprendiéndonos del inmenso valor del arte como terapia.

Arteterapia sulla Cordigliera delle Ande


 Un progetto realizzato tra il 2012 e il 2018 in cinque quartieri della periferia sud-orientale della città di Ambato a 2500 m s.l.m. sull’altopiano Andino dell’Ecuador.

Questo progetto è nato con l’obiettivo di realizzare un intervento di sostegno psicologico e prevenzione nell’ambito della salute mentale a beneficio degli scolari delle scuole elementari e medie statali presenti sul territorio.

La popolazione che abita i quartieri periferici della città di Ambato è di scarse risorse economiche, la maggior parte delle famiglie sono costituite da indigeni e contadini immigrati dalle campagne. I quartieri, spesso carenti dei servizi basici, non dispongono di spazi adeguati ed interventi in favore dei bambini e ragazzi.

A questo scopo si è strutturato il “Centro Juvenil Alli Causai” (Centro Giovanile Vita Buona), uno spazio di libera aggregazione creato in ogni quartiere con diverse attività tra cui un club di andinismo, diversi laboratori di pittura e graffiti, di scrittura creativa, teatro, danza e molti altri.

Parallelamente alle attività del Centro Juvenil, nelle scuole ha lavorato un’equipe multidisciplinare che, in collaborazione con gli insegnanti, ha realizzato l’intervento di sostegno psicologico utilizzando diverse tecniche tra cui l’arteterapia a cura di Silvia Martinelli.

Nella prima fase dell’intervento è stata realizzata un’indagine conoscitiva sui problemi che riguardano l’affettività degli scolari, da cui è emerso che la quarta parte degli bambini intervistati presenta problemi della sfera emotiva: depressione, ansia e aggressività, legati soprattutto ad episodi di bullismo o problemi familiari.

L’intervento di arteterapia si è svolto in piccoli gruppi, per un totale di 400 bambini nella durata complessiva di sei anni del progetto. A conclusione di ogni percorso sono stati attivati interventi individuali per i casi più complessi.

Il metodo applicato si basa sull’arte come terapia, promuovendo il dialogo sul piano simbolico attraverso le immagini create con diverse tecniche artistiche: principalmente il disegno e la pittura, il collage, l’assemblaggio ma anche l’elaborazione di storie per realizzare brevi drammatizzazioni ed altre forme creative che favorissero la rielaborazione di vissuti.

Il setting è stato adattato ai mezzi e alle situazioni disponibili: un’aula nel migliore dei casi, una cucina e a volte anche un deposito. Gli spazi in cui abbiamo lavorato sono quelli messi a disposizione dalle scuole, che spesso non hanno spazio sufficiente nemmeno per organizzare le lezioni delle classi. I materiali artistici consistevano in matite, pastelli, pennarelli, pastelli a cera, tempere ed acquerelli, ai materiali è stato conferito un grande valore, considerando che essi rappresentano il mezzo attraverso cui si esprimono le emozioni e i sentimenti.

Avere la possibilità di esprimersi liberamente, di essere accolti e valorizzati è un’esperienza rara per questi bambini che vivono esperienze di esclusione, carenza affettiva e spesso maltrattamento. I disegni realizzati in atelier parlano del loro dolore, delle loro paure, delle situazioni famigliari e sociali che causano la loro rabbia e tristezza: sono disegni che aiutano perché esprimono un vissuto e permettono di rielaborarne l’esperienza. Ci sono poi i disegni che “curano” perché rappresentano i desideri ed i sentimenti che muovono la voglia di essere forti per cambiare qualche aspetto della vita.

Il lavoro di questi anni ci ha portato ad analizzare da vicino la realtà dei bambini ecuadoriani, imparando ad affrontare insieme a loro le difficoltà, scoprendo le loro grandi risorse e sorprendendoci dell’immenso valore dell’arte come terapia.

 

 

         

 

      

Le fotografie:

  1. arte come terapia
  2. la casa
  3. lavoro di gruppo
  4. lavoro iniziale
  5. collage sui desideri
  6. la relazione
  7. drammatizzazione

6-8/7/2018: Arteterapia al NININ FESTIVAL di Bogliasco. Una riflessione dopo l’esperienza.

Domenica 8 luglio si è conclusa la VI edizione  del NiNiN Festival, evento ludico, culturale e formativo per bambini e ragazzi che prende vita nel borgo ligure di Bogliasco (Genova).

All’interno di questo contesto Elisa Giustarini, esperta di linguaggi visivi e arteterapeuta Lyceum ha presentato i  progetti di  Atelier Orme, interventi mirati a promuovere l’arte come mezzo di espressione, sostegno  e cura per bambini, ragazzi e non solo.
Dopo tale esperienza, Elisa Giustarini riflette:

Durante questa edizione del NininFestival è stato affrontato il tema della LIBERTA’ in maniera trasversale, attraverso l’intervento di genitori, insegnanti, educatori, operatori del settore dell’infanzia e dell’adolescenza che hanno riflettuto sull’importanza di offrire  opportunità ed esperienze stimolanti, autentiche e non convenzionali per la crescita di ogni ragazzo.
La proposta artistica bene si accorda con questo tema.
Il progetto si inserisce in un territorio  in cui prevale una mentalità conservatrice, poco incline alle riforme e all’innovazione e dove riservare uno spazio esclusivo per un’esperienza artistica personale e non convenzionale, talvolta sembra essere qualcosa di sostituibile.
Grazie al NiNiN Festival è stato possibile guardare l’arte del mondo dell’infanzia con occhi nuovi, sovvertendo l’idea comune che considera l’arte come un’esperienza estetica e delineando un nuovo approccio incentrato sul processo artistico che vede protagonisti  i pensieri, le emozioni e le energie del singolo bambino.
L’intensa partecipazione dei bambini durante tutte le tre giornate ha confermato il loro interesse e particolare coinvolgimento nell’avventura artistica.
L’esperienza al NiNiN Festival si è arricchita grazie al contributo di Giulia Kielland e Gaia Luce, esperte di Laboratori Esperienziali ARTLAB Lyceum in formazione , che hanno dato vita a CreAttivando inserendo le loro proposte dedicate al mondo dell’infanzia nella cornice di Bogliasco.
Il NiNiN Festival ha promosso l’incontro e lo scambio tra operatori,  si è rivelato uno spazio di  crescita  e collaborazione grazie al quale è stato possibile far nascere nuovi progetti .Atelier Orme e CreAttivando, realtà radicate nel territorio, si pongono lo stesso obiettivo, offrire un luogo di in cui inscrivere esperienze creative e di benessere, al servizio di tutti”

Gavirate, dal 16 giugno al 15 luglio 2018: ALZHEIMER FEST

Una serie di eventi cercheranno di raccontare la vita con l’Alzheimer, tra consapevolezza e spensieratezza, senza pietismi, né cupezze, nel segno di una felice e consapevole inclusione.

Il linguaggio trasversale ad ogni evento sarà la creatività, modalità significativa per contenere il decadimento cognitivo.

Durante l’evento di apertura del 16 e 17 giugno Gloria Milone, Sabrina Panenero, Sara Puricelli, arteterapeute Lyceum in formazione, hanno allestito un laboratorio artistico espressivo dove bambini e adulti hanno avuto modo di vivere un’esperienza colorata e creativa e dove le conduttrici hanno potuto sperimentare un’esperienza di grande condivisione e conduzione. Una modalità ludica per riflettere in modo più profondo su come l’arteterapia può diventare esperienza significativa di sostegno psichico, rafforzamento dei processi identitari e delle memorie procedurali in persone con Alzheimer.