Torino, gennaio 2019, Una silente rivolta

“Matite per Riace”, chiamata alle Arti! Risponde anche un’Arteterapeuta
Ci sono modi diversi per manifestare il proprio disappunto, la propria rabbia.
Ci sono modi, per fortuna, che non contemplano la violenza. E’ il caso delle “rivoluzioni creative”, animate da “passione a colori”. E i colori sono proprio quelli artistici. Concreti e tangibili.
Stiamo parlando dell’iniziativa “matite per Riace”, una “chiamata alle Arti” che ha avuto l’obiettivo di raccogliere lavori artistici di illustratori e fumettisti intenzionati a dare il proprio contributo a sostegno del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, e del suo modello
organizzativo e integrativo solidale.
Gli animi creativi che hanno accolto il richiamo sono più di 500, da più parti del Mondo.
Le opere raccolte sono state poi portate in mostra a Torino dal 20 Dicembre 2018 al 6 Gennaio 2019. Mostra che ha previsto un’asta di raccolta fondi devoluti
al progetto #IostoconRiace della ReCoSol, la Rete dei Comuni Solidali, che nei giorni scorsi ha candidato proprio Riace al premio Nobel per la Pace.

Opera di Lisa Capretti, Arteterapeuta e Artista

Tra i partecipanti, la giovane collega Arteterapeuta, Lisa Capretti, che descrive così il proprio sentire:
“Eccomi. Ora sono anche io lì, catapultata in mezzo alla fiumana di artisti, professionisti e non, che chiedono pacificamente solo un po’ di umanità, solo un po’ empatia,
solo un po’ di tempo per fermarsi a riflettere DAVVERO su cosa stia accadendo nel Mondo. In questo Mondo, che é la casa di tutti. La. Casa. Di.Tutti. Vedersi lì, tra tutta
quella sublimazione artistica, tra tutta la comprensibile rabbia sapientemente sciolta e plasmata in tratti artistici e pennellate di colori, fa bene al cuore. Perché tutto questo è testimonianza.
Testimonianza di una rivoluzione silente che non ha bisogno di forza fisica e atti di terrore. Perché esiste una quantità smisurata di persone che riesce a parlare attraverso un’immagine. Ed esiste una quantità smisurata di persone che queste immagini le riesce ad ascoltare.”
In queste poche righe balza all’occhio una delle caratteristiche fondamentali dell’atto
creativo-terapeutico. Quello che è successo, come ci racconta Lisa, è stato sublimare la
frustrazione e la rabbia in immagini artistiche che andassero a comporre una rivoluzione pacifica, silenziosa, ma incredibilmente potente.
Come straordinariamente potente è la capacità evocativa di un’immagine, e noi arteterapeuti lo sappiamo bene.
La mostra si è conclusa con una vendita di 248 opere su 570 ricevute, ma l’obiettivo è quello di portare in giro per l’Italia gli evocativi ed eloquenti lavori artistici.
Di seguito la pagina Facebook che ha richiamato gli artisti e sulla quale si possono vedere molte delle opere partecipanti: https://www.facebook.com/matiteperRiace/

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