Arte come terapia

E’ negli Stati Uniti, a partire dagli anni ’50, che ha luogo l’esperienza più importante ai fini della definizione metodologica dell’arteterapia, con la nascita dei due più importanti orientamenti in arteterapia legati ai nomi di Edith Kramer e di Margaret Naumburg.
Sarà Edith Kramer a tracciare le linee guida del metodo “Arte come Terapia”.

Margareth Naumburg, psichiatra e psicoanalista, aiutata nel suo lavoro dalla sorella Florence Cane, maestra d’arte, elabora uno specifico approccio all’arteterapia.
Partendo dal presupposto che i sentimenti inconsci sono più facilmente riconoscibili nelle immagini che nelle parole, la Naumburg stimola la comunicazione simbolica tra paziente ed arteterapeuta facendo riferimento alle immagini prodotte dal paziente sulle quali vengono inevitabilmente proiettati emozioni e vissuti personali. Le stesse immagini vengono, quindi, analizzate attraverso la cornice teorica del pensiero freudiano.
La Naumburg elabora, così, il metodo dell’arteterapia dinamicamente orientata con cui si utilizza l’arte come strumento per svelare significati inconsci che vengono, poi, descritti e resi comprensibili grazie all’utilizzo della comunicazione verbale normalmente utilizzata nella seduta di psicoterapia.
Diversa è l’impostazione di Edith Kramer che, provenendo dal mondo dell’arte, consacra un valore particolare all’espressione artistica.
La Kramer considera la terapia d’arte distinta dalla psicoterapia e sostiene che “le sue virtù curative dipendono da quei procedimenti psicologici che si attivano nel lavoro creativo” rivolgendo, quindi, tutta la sua attenzione al processo creativo, ritenuto di per sé uno strumento terapeutico.
Attraverso la sua esperienza sul campo, la Kramer si è resa consapevole del grande aiuto dell’arte sia nel disagio psichico, sia nella sofferenza esistenziale di chi vive in condizioni estreme.
E’ a partire dalla sua esperienza di arteterapeuta con bambini ed adolescenti e dai suoi approfonditi studi psicologici che nasce l’elaborazione di una precisa linea metodologica che vede la centralità del processo creativo ed artistico nel percorso terapeutico e che rientra sotto il nome di “Arte come terapia”.
L’arte diventa terapia, il prodotto artistico rimane subordinato al processo e la tecnica terapeutica non cerca tanto di svelare e interpretare il materiale inconscio, ma diventa percorso significativo e simbolico in cui vengono attivate capacità, risorse e processi, diventando un vero e proprio mezzo di sostegno per l’io, favorendo lo sviluppo del senso d’identità e promuovendo una generale maturazione.
La Kramer sottolinea il fatto che l’arteterapeuta debba avere una profonda conoscenza sia dei processi artistici che delle caratteristiche e possibilità dei materiali proposti, condizione indispensabile all’intuizione artistica che deve sostenere la relazione terapeutica.
Ed è Edith Kramer che, in collaborazione con Laurie Wilson, fonda nel 1976 un programma per l’insegnamento dell’Arteterapia presso la New York University.
Il metodo “Arte come Terapia” è ormai conosciuto ed è oggetto di un preciso programma universitario trasmesso a nuove generazioni di arteterapeuti.

Gradatamente, anche in Europa, sorgono Scuole di Formazione in Arteterapia ispirate a tale metodologia, in primis a Torino dove l’Associazione “Il Porto Adeg” ospita una delle prime proposte formative in arteterapia in Italia, inizialmente in collaborazione con la New York University e dove Edith Kramer sarà una dei primi docenti.

La stessa metodologia “Arte come terapia” viene trasmessa tutt’ora a Milano dalla Scuola di Formazione in Arteterapia “Lyceum”.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Naumburg, M. (1966), Dynamically Oriented Art Therapy: Its Principles and Practice, Grune and Stratton, New York and London
Kramer, E., Che cos’è l’Arte Terapia?, II° Giornata di Studio ADEG – AISCNV 1985, Brescia, ADEG Torino 1985
Kramer, E., L’arte come terapia nell’infanzia, La Nuova Italia, Firenze 1971

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